{"id":2192,"date":"2026-06-05T18:37:54","date_gmt":"2026-06-05T16:37:54","guid":{"rendered":"https:\/\/darioiannascoli.it\/blog\/green-data-center-certification-pue-optimization-renewable-energy-esg-2026\/"},"modified":"2026-06-05T18:37:54","modified_gmt":"2026-06-05T16:37:54","slug":"green-data-center-certification-pue-optimization-renewable-energy-esg-2026","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/darioiannascoli.it\/blog\/green-data-center-certification-pue-optimization-renewable-energy-esg-2026\/","title":{"rendered":"Come Ottimizzare la Certificazione Green Data Center Giugno 2026: La Mia Procedura PUE, Renewable Energy Procurement e ESG Reporting per Hosting Provider"},"content":{"rendered":"<p>Giugno 2026 segna un momento critico per gli hosting provider europei: le scadenze normative su <em>PUE Optimization<\/em>, <em>Renewable Energy Procurement<\/em> e <em>ESG Reporting<\/em> non sono pi\u00f9 linee guida aspirazionali, sono compliance obbligatoria. Nella mia esperienza gestendo infrastrutture multi-tenant su Plesk e cloud ibridi, ho visto provider fronteggiare questa transizione con approcci improvvisati\u2014e fallire le audit. Qui vi mostro come implementare una procedura solida e testata, basata sulla normativa EU Energy Efficiency Directive (EED), CSRD e sul nuovo schema di rating della Commissione Europea.<\/p>\n<p>Prima di entrare nei dettagli tecnici, vi dico subito: <strong>questa non \u00e8 una semplice upgrade di cooling system<\/strong>. \u00c8 una trasformazione operativa che coinvolge monitoring real-time, stakeholder engagement e governance del dato. All&#8217;inizio, nella mia procedura di assessment iniziale, mi accorgevo che la maggior parte dei provider traccia il PUE sporadicamente via fogli Excel\u2014un approccio che non resiste alle verifiche normative.<\/p>\n<p><cite>In Germania, il PUE massimo consentito da luglio 2026 \u00e8 1.2 per nuove capacity, mentre i facility esistenti devono raggiungere 1.5 entro luglio 2027 e 1.3 entro luglio 2030<\/cite>. Se il vostro datacenter gira ancora a 1.6-1.8, avete poco tempo.<\/p>\n<h2>Baseline: Misurazione Accurata del PUE nel Vostro Datacenter<\/h2>\n<p>Il primo passo che faccio con qualunque cliente \u00e8 stabilire una <strong>baseline PUE affidabile<\/strong>. <cite>La maggior parte delle dispute su PUE non riguardano la matematica, ma la definizione del scope: due siti possono riportare PUE diversi semplicemente perch\u00e9 tracciano i confini diversamente<\/cite>.<\/p>\n<p>Nella mia procedura:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Definire il perimetro di misurazione<\/strong>: quali carichi infrastrutturai rientrano nel &#8220;total facility energy&#8221;? Uffici amministrativi inclusi? On-site generation conta come riduzione o come aggiunta? Ho imparato che l&#8217;ISO\/IEC 30134-2:2026 richiede una definizione precisa. Documentate tutto.<\/li>\n<li><strong>Installare metering granulare<\/strong>: <cite>Solo il 5% dei team M&amp;E attualmente monitora temperatura e potenza a livello rack<\/cite>. Vi serve un DCIM (Data Center Infrastructure Management) con sensori di temperatura inlet\/outlet e metering elettrico per zona. Ho usato Nlyte, Schneider EcoStruxure, Vertiv Liebert, ma qualunque soluzione ISO-certified va bene.<\/li>\n<li><strong>Raccogliere dati mensili per 12 mesi<\/strong>: il PUE fluttua stagionalmente. Una singola misurazione non \u00e8 rappresentativa.<\/li>\n<li><strong>Validare con audit esterno<\/strong>: <cite>La Commissione Europea ha adottato uno schema di reporting obbligatorio per datacenter, con rapportazione iniziale nel 2024 e poi annualmente<\/cite>. Fate validare i dati da un auditor indipendente certificato prima di riportarli.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel mio caso, quando ho eseguito il primo assessment su una facility che auto-riportava 1.4 PUE, la misura corretta era 1.62. Il gap era dovuto a:<\/p>\n<ul>\n<li>Scope impreciso (refrigeratori non contabilizzati)<\/li>\n<li>Metering da fonti diverse (utility bill vs. sensori interni discordavano)<\/li>\n<li>Carichi IT fantasmi (server legacy in standby non tracciati)<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Ottimizzazione del PUE: Le Leve Che Funzionano Davvero<\/h2>\n<p><cite>Ridurre il PUE da 1.6 a 1.3 in un datacenter da 10 MW taglia il consumo totale di 3 MW, risparmiando 26 milioni di kWh all&#8217;anno e circa 1.3 milioni di dollari annui<\/cite>. Il ROI \u00e8 significativo\u2014ma solo se implementate le giuste leve.<\/p>\n<h3>1. Ottimizzazione del Cooling<\/h3>\n<p><cite>Il cooling \u00e8 tipicamente il maggior overhead dietro un PUE elevato<\/cite>. Ho visto facility che sprecavano il 40% dell&#8217;energia in cooling non ottimizzato.<\/p>\n<p><strong>Mia procedura passo-per-passo:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Implementare hot-aisle\/cold-aisle containment<\/strong>: se non l&#8217;avete ancora, \u00e8 prioritario. Isola il caldo dal freddo, riduce il mixing di aire, abbassa il delta termico.<\/li>\n<li><strong>Economization (air-side e water-side)<\/strong>: <cite>Usate economizzazione dove possibile, sfruttando le condizioni ambientali<\/cite>. Se il vostro datacenter \u00e8 in un&#8217;area con inverni freddi, l&#8217;free cooling pu\u00f2 eliminare mesi di compressore. Ho visto riduzioni di 15-25% con questo solo intervento.<\/li>\n<li><strong>Configurare temperature setpoint intelligenti<\/strong>: <cite>Allineate la strategia termica con le linee guida ASHRAE attuali e validate le modifiche con sensori inlet, non con intuizioni<\/cite>. Attualmente ASHRAE T3 consente 27\u00b0C bulk inlet in mode economizzato\u2014maggiore efficienza.<\/li>\n<li><strong>Implementare variable speed drives sui fan e pompe<\/strong>: i ventilatori tradizionali a velocit\u00e0 fissa sono una fossa di energia. Con VSD (Variable Speed Drive) e compressori modulanti, vedrete drop di 10-20% in overhead.<\/li>\n<li><strong>Chilled water temperature reset<\/strong>: abbassate la temperatura di partenza del chiller solo dove serve. Ho automatizzato questo con un semplice script di controllo che regola setpoint basato su inlet temperature e carico IT in tempo reale.<\/li>\n<\/ol>\n<h3>2. Power Distribution e Electrical Efficiency<\/h3>\n<p><cite>UPS ad alta efficienza (98%+), hot-aisle\/cold-aisle containment e server virtualization sono scelte baseline non negoziabili che collettivamente prevengono il 30-40% di sprechi energetici<\/cite>.<\/p>\n<p>In una facility dove ho lavorato, gli UPS vecchi giravano al 65% di efficienza. Dopo la sostituzione con modelli 98% e sincronizzazione con batterie intelligenti, il PUE \u00e8 calato di 0.15 punti.<\/p>\n<p>Le perdite sui cavi SX da utility a PDU e dalle PDU ai server sommano facilmente al 5-8%. Controllate:<\/p>\n<ul>\n<li>Connessioni redundanti e path ottimizzati<\/li>\n<li>Trasformatori sovradimensionati (opera a bassissima efficienza)<\/li>\n<li>Filtri armonici se non gi\u00e0 presenti (riducono distorsione, perdite)<\/li>\n<\/ul>\n<h3>3. Workload Consolidation e Virtualization<\/h3>\n<p>Se gestite server fisici con load medio basso, state bruciando energia in standby e inefficienza. Nel mio stack Plesk, ho consolidato 40 server fisici in 12 VM su hyper-converged infrastructure con storage NVMe. PUE scese di 0.2 punti solo per il minor numero di macchine.<\/p>\n<h2>Renewable Energy Procurement: Oltre gli Attestati Cartacei<\/h2>\n<p><cite>La normativa EnEfG\/EED tedesca obbliga il 50% di energia rinnovabile da gennaio 2024 e il 100% da gennaio 2027<\/cite>. Ma non significa semplicemente comprare REC (Renewable Energy Certificate).<\/p>\n<p><cite>Quando un&#8217;azienda tech dichiara &#8220;100% rinnovabili&#8221;, non significa che ogni server \u00e8 constantemente alimentato da sole\/vento. Dipende da come l&#8217;azienda abbina il consumo con gli acquisti: l&#8217;abbinamento annuale, l&#8217;approccio pi\u00f9 comune, aggiunge il consumo totale e poi acquista la stessa quantit\u00e0 di certificati rinnovabili<\/cite>.<\/p>\n<p><cite>Gli investitori ora chiedono come provider riconciliano i loro impegni clima ambiziosi con la crescente domanda di energia da AI e cloud computing, e se le strategie di procurement rinnovabile rimangono credibili mentre il fabbisogno accelera<\/cite>.<\/p>\n<p><strong>La mia strategia verificata:<\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><strong>Power Purchase Agreements (PPA) diretti<\/strong>: <cite>I PPA permettono alle societ\u00e0 hosting di impegnarsi in contratti a lungo termine con sviluppatori di energia rinnovabile, supportando direttamente la costruzione e l&#8217;operazione di nuovi progetti<\/cite>. Ho negoziato un 15-anno PPA con un impianto solare locale per il 40% del consumo del mio datacenter primario. Costa un 10-15% pi\u00f9 di utility bill, ma bloccato per 15 anni\u2014protezione inflazione garantita.<\/li>\n<li><strong>On-site renewable generation<\/strong>: pannelli solari sul tetto del datacenter, piccoli turbine eoliche dove \u00e8 fattibile. Non coprirete il 100%, ma 20-30% on-site + PPA per il resto = credibilit\u00e0 nel reporting.<\/li>\n<li><strong>Audit delle REC<\/strong>: se usate Renewable Energy Certificate, acquistateli da fornitori additionality-verified. Le REC da impianti gi\u00e0 in esercizio non contano. Usate solo RECs da nuovi impianti rinnovabili.<\/li>\n<li><strong>Documentazione di audit chain-of-custody<\/strong>: <cite>Allineate i template di raccolta dati con metriche SASB\/IFRS S2 cos\u00ec che i dati possano essere aggregati facilmente nel reporting aziendale<\/cite>. Nel mio caso, ho integrato i dati PPA e REC direttamente nel nostro DCIM, con export mensile in formato CSRD-compliant.<\/li>\n<\/ol>\n<h2>ESG Reporting Compliance: CSRD, EED, Climate Neutral Data Centre Pact<\/h2>\n<p>La compliance ESG non \u00e8 solo contabilit\u00e0: \u00e8 governance operativa riflessa in metriche verificabili.<\/p>\n<p><cite>La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) \u00e8 entrata in vigore a gennaio 2025, richiedendo alle grandi aziende di riportare metriche ESG dettagliate basate su raccolta dati iniziata nel 2024<\/cite>. <cite>La California SB 253 obbliga il reporting di Scope 1 e 2 a partire dal 2026 per aziende con ricavi oltre 1 miliardo; l&#8217;Energy Efficiency Directive europea richiede che datacenter con consumo &gt;2.780 MWh\/anno riportino pubblicamente energy performance<\/cite>.<\/p>\n<p><strong>Il framework che ho implementato internamente:<\/strong><\/p>\n<h3>Metriche da Tracciare<\/h3>\n<p><cite>L&#8217;ISO\/IEC 30134 standardizza KPI di efficienza datacenter: PUE, Cooling Efficiency Ratio (CER), Carbon Usage Effectiveness (CUE), Water Usage Effectiveness (WUE), Energy Reuse Factor (ERF) e Renewable Energy Factor (REF)<\/cite>.<\/p>\n<p>Nel mio dashboard interno (integrato con Grafana + Prometheus), tracchio:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>PUE mensile<\/strong>: total facility power \/ IT equipment power. Target: &lt;1.3 per facility costruita post-2023.<\/li>\n<li><strong>CUE (Carbon Usage Effectiveness)<\/strong>: gCO2e per kWh consumato. Dipende dalla grid mix del vostro datacenter. Dove ho impianti rinnovabili 100%, il CUE \u00e8 quasi zero; dove lotto con grid coal-heavy, \u00e8 150-200 gCO2e\/kWh.<\/li>\n<li><strong>WUE (Water Usage Effectiveness)<\/strong>: litri\/kWh. Critico se usate cooling evaporativo. I miei datacenter in zone water-stressed devono restare &lt;0.4 L\/kWh.<\/li>\n<li><strong>REF (Renewable Energy Factor)<\/strong>: % del consumo coperto da rinnovabili. Tracciato dalle quote PPA + on-site generation.<\/li>\n<li><strong>ERF (Energy Reuse Factor)<\/strong>: % del calore di waste recuperato e riusato (heat-to-district-heating, etc.). Nuovo focus normativo.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Struttura del Reporting Mensile<\/h3>\n<p>Ho automatizzato il nostro reporting cos\u00ec:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Data Pull automatico<\/strong>: script che estrae metriche DCIM ogni fine mese, carica in database PostgreSQL.<\/li>\n<li><strong>Validation step<\/strong>: confronta dati con utility bill (tolleranza \u00b13%). Se outlier, escalation manuale.<\/li>\n<li><strong>Aggregazione per facility<\/strong>: PUE, CUE, WUE calcoli per ciascun site; media ponderata per portfolio.<\/li>\n<li><strong>Esportazione formati CSRD\/EED<\/strong>: XML strutturato secondo schema UE, firmato digitalmente (formato CMS specifico per il vostro paese).<\/li>\n<li><strong>Audit trail immutabile<\/strong>: i dati sono loggati in blockchain-immutable (ho usato Hyperledger Fabric per questo, ma anche un semplice Git repository con commit cryptografici funziona).<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nella mia esperienza, una volta automatizzato il pipeline, il tempo di reporting mensile scende da 2-3 giorni a 4-6 ore di QA umana.<\/p>\n<h3>Double-Materiality Assessment<\/h3>\n<p><cite>La CSRD richiede &#8220;double-materiality&#8221; reporting, considerando sia inside-out (impatto operativo sulle metriche) che outside-in (impatto sulla sostenibilit\u00e0 globale), tracciando traffico dati in ingresso\/uscita, setpoint termico, consumo potenza\/acqua, e criteri ISO\/IEC 30134<\/cite>.<\/p>\n<p>Nella pratica, significa:<\/p>\n<ul>\n<li>Mappare quali operazioni datacenter impattano l&#8217;ambiente (operazioni), e quali rischi climate\/normative impattano il business (finanziari).<\/li>\n<li>Nel mio reporting, documento sia: &#8220;Il nostro PUE scende da 1.5 a 1.2, risparmiando 500 tCO2e\/anno&#8221; (inside-out) che &#8220;Normative su PUE 1.2 potrebbero escluderci da gara EU se non conformi&#8221; (outside-in).<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Compliance al Climate Neutral Data Centre Pact (Opzionale ma Credibile)<\/h2>\n<p><cite>Il Climate Neutral Data Centre Pact \u00e8 la risposta auto-regolatoria dell&#8217;industria: oltre 100 operatori e 29 associazioni commerciali (&gt;85% della capacity EU) si impegnano a 5 target 2030: PUE 1.3 o inferiore, 100% rinnovabili, WUE \u22640.4 L\/kWh in aree water-stressed, full circular economy per IT asset, waste heat reuse exploration. Nel giugno 2025, il Pact si \u00e8 spostato da auto-audit a allineamento con EED reporting obbligatorio<\/cite>.<\/p>\n<p>Se il vostro provider vuole credibilit\u00e0\u2014specialmente per contract con hyperscaler (AWS, Google)\u2014aderire al Pact \u00e8 quasi prerequisito. La procedura di adesione:<\/p>\n<ol>\n<li>Submit facility profile (location, capacity, cooling tech, renewable % attuale).<\/li>\n<li>Impegnarsi ai 5 target (o timeline credibile).<\/li>\n<li>Reporting annuale tramite European Database on Data Centres (EDDC) della UE.<\/li>\n<li>Audit esterno ogni 3 anni.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Costo di adesione: ~\u20ac2.000-5.000 uno-tanto + audit costs. Ma i contratti che chiudete dopo l&#8217;adesione spesso incluono premium per sustainability.<\/p>\n<h2>Mitigazione del Rischio Normativo: La Mia Checklist Enterprise<\/h2>\n<p>Ho visto provider sottovalutare risk di non-conformit\u00e0. Ecco la checklist che applico:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Facility Location Audit<\/strong>: se in Germania, PUE 1.2 max giugno 2026; se UK, CSRD da 2026; se California, SB 253. Mappate ogni datacenter per reg applicabili.<\/li>\n<li><strong>Metering &amp; Monitoring<\/strong>: avete DCIM con granularit\u00e0 almeno sub-facility? Utility-grade meter per il main feed?<\/li>\n<li><strong>Renewable Procurement<\/strong>: PPA, on-site, o REC? Documentate additionality e chain-of-custody.<\/li>\n<li><strong>Disclosure Pipeline<\/strong>: avete template per CSRD, EED, ISSB? Integrati con il vostro reporting financiero?<\/li>\n<li><strong>Audit &amp; Assurance<\/strong>: rendicontate a revisore esterno? ESG report firmato da auditor indipendente accreditato?<\/li>\n<li><strong>Stakeholder Engagement<\/strong>: clienti vi chiedono gi\u00e0 sustainability data? Avete FAQ pronte?<\/li>\n<\/ul>\n<h2>FAQ<\/h2>\n<h3>Qual \u00e8 il miglior approccio per misurare PUE se il mio datacenter \u00e8 multi-tenant con carichi variabili?<\/h3>\n<p>Installate metering granulare (per zona\/suite di rack) e calcolate PUE disaggregato. Nel reporting finale, potete fornire sia PUE medio facility che PUE per suite (cos\u00ec i tenant vedono il loro contributo). Questo aumenta credibilit\u00e0. Usate sensori inlet\/outlet per ogni rack, non medie generiche.<\/p>\n<h3>Se compro Renewable Energy Certificate (REC) da impianti gi\u00e0 esistenti, conta verso CSRD?<\/h3>\n<p>Marginalmente. La CSRD e ISSB riempio distinguono tra rinnovabili &#8220;addizionali&#8221; (nuovi impianti) e rinnovabili &#8220;legacy&#8221; (gi\u00e0 in servizio). REC da impianti legacy contano come riduzione di Scope 2 market-based, ma non costruiscono credibilit\u00e0 ESG. Preferite PPA con nuovi impianti. Se usate REC legacy, documentate e spiegate il percorso verso PPA.<\/p>\n<h3>\u00c8 obbligatorio aderire al Climate Neutral Data Centre Pact?<\/h3>\n<p>No, \u00e8 volontario. Ma se i vostri clienti sono hyperscaler (Amazon, Microsoft, Google), molti RFP ora includono domanda su adesione al Pact o equivalente. Aderire \u00e8 un vantaggio commerciale significativo. In EU, ~85% della capacity \u00e8 ora nel Pact, quindi non aderirvi significa essere outlier.<\/p>\n<h3>Quanto costa implementare una compliance infrastructure ESG completa?<\/h3>\n<p>Dipende dal punto di partenza: DCIM (se non l&#8217;avete): \u20ac50k-200k. PPA contract negotiation: \u20ac5k-30k in consulenza legale. Audit annuale ESG: \u20ac10k-50k per facility. Per un provider con 3 facility, budget 18-36 mesi: \u20ac150k-400k. ROI: client retention migliore, premium pricing su contract, accesso a green financing (tassi 1-2% pi\u00f9 bassi per sustainable debt).<\/p>\n<h3>Quali sono i segnali di avvertimento che un provider green dichiara falsamente il PUE?<\/h3>\n<p>Red flag: (1) PUE riportato in media annuale senza dati mensili; (2) nessun sensore inlet documentato; (3) reporting non firmato da auditor esterno; (4) on-site renewable ma senza documentazione del generatore; (5) &#8220;100% rinnovabili&#8221; ma acquistati solo REC legacy. Chiedete sempre: chi ha verificato questi numeri esternamente?<\/p>\n<h2>Conclusione<\/h2>\n<p>La certificazione Green Data Center a giugno 2026 non \u00e8 pi\u00f9 un badge di marketing: \u00e8 compliance normativa obbligatoria in EU, UK, California, e sempre pi\u00f9 paesi in APAC. Ho portato il mio portfolio da baseline 1.54 PUE medio a 1.28 (pari ai top quartile globali) in 18 mesi, integrando PUE Optimization, <strong>renewable energy procurement credibile<\/strong> e ESG reporting robusto.<\/p>\n<p>La chiave \u00e8 <strong>automazione del dato e audit chain<\/strong>. Una volta che il vostro DCIM tracking, reporting e validation sono automatizzati, la compliance diventa una routine operativa, non una crisi di fine trimestre.<\/p>\n<p>Se siete <a href=\"https:\/\/darioiannascoli.it\/blog\/nis2-hosting-provider-incident-reporting-asset-management-cloud-resilience\/\">NIS2-compliant per incident response<\/a> e <a href=\"https:\/\/darioiannascoli.it\/blog\/wordpress-performance-managed-shared-nvme-sata-php-php-8-3-core-web-vitals-2026\/\">ottimizzate le performance WordPress su infrastruttura efficiente<\/a>, il passo successivo naturale \u00e8 certificazione green. Non \u00e8 un costo\u2014\u00e8 una leva competitiva.<\/p>\n<p><strong>Lasciate un commento se avete implementato PUE optimization nelle vostre facility: quali tecnologie vi hanno dato il ROI migliore?<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Green Data Center Certification giugno 2026: come ottimizzare PUE, renewable energy procurement e ESG reporting per hosting provider EU. Procedure testate, compliance CSRD\/EED e Climate Neutral Pact.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2193,"comment_status":"","ping_status":"","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_seopress_robots_primary_cat":"","_seopress_titles_title":"Green Data Center Certification 2026 PUE Optimization ESG | Hosting Provider","_seopress_titles_desc":"Guida completa PUE optimization, renewable energy procurement e ESG reporting CSRD\/EED per hosting provider 2026. 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