Quante volte vi siete chiesti chi può vedere i siti che visitate dal vostro smartphone? Nella mia esperienza di System Administrator, vi garantisco che la risposta è più inquietante di quanto pensiate. Ogni volta che digitate un indirizzo nel browser o aprite un’app, il vostro dispositivo Android invia una query DNS in chiaro al server del vostro operatore telefonico: questo significa che il provider può registrare ogni singolo dominio che visitate, creando un profilo dettagliato delle vostre abitudini online.
Dopo aver messo in sicurezza la rete Wi-Fi di casa con DNS sicuri e segmentazione VLAN (ne ho parlato in questa guida dedicata), ho deciso di estendere la stessa protezione ai miei dispositivi mobili. Perché proteggere il router è fondamentale, ma quando uscite di casa e vi collegate a reti mobili o Wi-Fi pubbliche, siete di nuovo esposti.
In questa guida vi mostro come configurare il DNS privato su Android e attivare tutte le protezioni anti-tracciamento disponibili, passo dopo passo. Sono procedure che ho testato personalmente su diversi dispositivi — Pixel, Samsung, Xiaomi — e che richiedono meno di cinque minuti per trasformare radicalmente la vostra privacy mobile.
Perché il DNS Privato su Android è Fondamentale per la Privacy
Per capire l’importanza del DNS privato, serve un passo indietro. Il DNS (Domain Name System) è il servizio che traduce nomi di dominio leggibili come “google.com” in indirizzi IP numerici. Tradizionalmente, queste richieste viaggiano in chiaro sulla rete e possono essere intercettate da terzi: operatori, gestori di reti Wi-Fi pubbliche, o addirittura malintenzionati.
La funzionalità DNS Privato, introdotta a partire da Android 9 (Pie), risolve questo problema forzando il dispositivo a utilizzare il protocollo DNS over TLS (DoT). In pratica, le vostre query DNS vengono incapsulate in un tunnel crittografato che nessuno può intercettare o leggere. È un primo strato di difesa essenziale, soprattutto quando navigate su reti che non controllate.
Nel contesto attuale, la protezione DNS è ancora più importante. Google ha ufficialmente dismesso la maggior parte delle tecnologie Privacy Sandbox su Android nell’ottobre 2025, incluse le API Topics, Protected Audience e Attribution Reporting, a causa della scarsa adozione da parte dell’ecosistema. Questo significa che l’Advertising ID resta ancora disponibile e le app possono continuare a tracciare le vostre attività. Configurare un DNS privato con blocco tracker diventa quindi una delle difese più efficaci a disposizione dell’utente.
Guida Step-by-Step: Configurare il DNS Privato su Android
Passo 1: Accedere alle Impostazioni di Rete
Il percorso varia leggermente in base al produttore, ma la logica è sempre la stessa:
- Google Pixel / Android stock: Impostazioni → Rete e Internet → DNS privato
- Samsung: Impostazioni → Connessioni → Altre impostazioni di rete → DNS privato
- Xiaomi (HyperOS/MIUI): Impostazioni → Maggiori opzioni di connettività → DNS Privato
Suggerimento: se non trovate la voce, usate la barra di ricerca nelle Impostazioni e digitate “DNS privato”. Funziona su tutti i dispositivi.
Passo 2: Scegliere la Modalità Corretta
Troverete tre opzioni:
- Disattivato: il DNS non è cifrato. Da evitare.
- Automatico: il sistema prova a usare DoT, ma se fallisce torna al DNS in chiaro senza avvertirvi. Questa modalità “opportunistica” non garantisce la sicurezza attesa. Il mio consiglio è di non selezionarla.
- Nome host del provider DNS privato: questa è l’opzione da scegliere. Funziona in modalità “strict” e usa sempre la connessione cifrata.
Passo 3: Inserire l’Hostname del Provider DNS
Attenzione: Android non accetta indirizzi IP numerici in questo campo. Dovete inserire il nome di dominio (hostname) del provider scelto. Ecco i principali che ho testato:
- Cloudflare (1.1.1.1):
1dot1dot1dot1.cloudflare-dns.com— Il più veloce, ottima privacy, cancella i log entro 24 ore - Google DNS:
dns.google— Affidabile e veloce, ma Google raccoglie più dati - Quad9:
dns.quad9.net— No-profit svizzero, no-log, blocco automatico domini malevoli - AdGuard DNS:
dns.adguard-dns.com— Blocca pubblicità e tracker a livello DNS - NextDNS: hostname personalizzato (es.
xxxxxx.dns.nextdns.io) — Massima personalizzazione con blocklist e analytics
Dopo aver inserito l’hostname, toccate Salva. Il DNS privato sarà attivo sia su rete dati mobile che su Wi-Fi, senza bisogno di configurazioni separate.
Passo 4: Verificare che Funzioni
Per verificare che il DNS privato sia attivo, aprite il browser e navigate su 1.1.1.1/help (se usate Cloudflare). Cercate le voci “Connected to 1.1.1.1” e “Using DNS over TLS (DoT)”: se entrambe mostrano “Sì”, la configurazione è corretta. Per altri provider, potete utilizzare un servizio di DNS leak test online.
Quale Provider DNS Scegliere: La Mia Analisi Comparativa
Ho testato diversi provider DNS privati e vi riassumo le mie conclusioni basate sull’esperienza diretta:
- Per la massima privacy: Quad9 è la scelta migliore. È un’organizzazione no-profit con sede in Svizzera (una delle giurisdizioni più protettive per la privacy), applica una politica rigorosa di no-logging e blocca automaticamente i domini malevoli grazie a threat intelligence avanzata.
- Per bloccare pubblicità e tracker: AdGuard DNS o NextDNS. AdGuard blocca pubblicità e tracker a livello DNS senza bisogno di app aggiuntive. NextDNS offre personalizzazione granulare con blocklist configurabili, analytics dettagliati e profili per dispositivo — è gratuito fino a 300.000 query al giorno.
- Per velocità pura: Cloudflare è costantemente classificato tra i DNS più veloci al mondo, con bassa latenza praticamente ovunque. Dichiara di non registrare gli IP e cancella i log entro 24 ore.
- Per semplicità: Google DNS è affidabile e rapido, ma se la privacy è la vostra priorità, sappiate che Google è un’azienda pubblicitaria e il suo modello di business si basa sui dati degli utenti.
Protezione dal Tracciamento: Impostazioni Android da Configurare Subito
Il DNS privato è solo il primo passo. Android offre diverse impostazioni per ridurre il tracciamento, e nella mia esperienza molti utenti non le conoscono o non le attivano. Ecco cosa fare:
Limitare l’Advertising ID
L’Advertising ID (GAID) è un identificatore univoco che le app usano per tracciarvi e mostrarvi pubblicità mirata. Per limitarlo:
- Andate su Impostazioni → Google → Annunci (o Impostazioni → Privacy → Annunci)
- Attivate “Disattiva personalizzazione annunci”
- Toccate “Elimina ID pubblicità” se disponibile (Android 12+)
Su Android 12 e versioni successive, potete eliminare completamente l’Advertising ID, impedendo alle app di tracciare il vostro dispositivo tramite questo identificatore.
Dashboard della Privacy
Da Android 12, Google ha introdotto la Privacy Dashboard che permette di monitorare quali app hanno accesso a fotocamera, microfono, posizione e altri dati sensibili. Verificatela regolarmente:
- Andate su Impostazioni → Sicurezza e Privacy → Controlli privacy
- Esaminate Gestione autorizzazioni per ogni categoria (fotocamera, microfono, posizione)
- Revocate le autorizzazioni non strettamente necessarie
Android resetta automaticamente le autorizzazioni delle app che non usate da tempo, ma vi consiglio di fare un controllo manuale almeno una volta al mese.
Protezione Avanzata di Android
Se volete il massimo della sicurezza, Android offre la Protezione Avanzata. Per attivarla:
- Andate su Impostazioni → Sicurezza e Privacy → Protezione avanzata
- Attivate Protezione del dispositivo
- Riavviate se richiesto
Questa funzione attiva le protezioni più efficaci di Android in un colpo solo, inclusa la protezione dalle reti 2G (meno sicure), il blocco dei link non sicuri e il filtro spam avanzato.
Blocco Tracker con App Dedicate
Per una protezione anti-tracciamento più completa a livello di app, vi consiglio di valutare:
- DuckDuckGo App Tracking Protection: integrata nell’app DuckDuckGo, rileva e blocca i tracker nascosti nelle app installate. Funziona creando una VPN locale che filtra il traffico.
- AdGuard per Android: blocco pubblicità e tracker a livello di sistema senza bisogno di root, con supporto per il filtraggio DNS.
Configurazione Avanzata: NextDNS per il Controllo Totale
Se volete il massimo controllo sulla vostra privacy DNS, NextDNS è la soluzione che uso personalmente su tutti i miei dispositivi mobili. Ecco come configurarlo:
- Visitate nextdns.io dal browser e create un account gratuito
- Nella scheda Installazione, troverete un indirizzo FQDN univoco per DNS-over-TLS (es.
abc123.dns.nextdns.io) - Copiate questo hostname e inseritelo nelle impostazioni DNS Privato di Android come descritto sopra
- Dalla dashboard web di NextDNS, configurate le blocklist desiderate (pubblicità, tracker, malware)
- Nella sezione Log, scegliete il livello di registrazione preferito (o disattivatelo completamente per la massima privacy)
NextDNS è gratuito fino a 300.000 query giornaliere, che per un uso normale dello smartphone sono più che sufficienti. Se non richiesto, NextDNS non conserva alcun dato di log e i dati delle richieste vengono scartati immediatamente dopo l’invio della risposta.
Chi ha già letto il mio articolo su come attivare DNSSEC con Cloudflare saprà quanto considero importante la sicurezza dei DNS: sul mobile il discorso è identico, se non più critico.
Problemi Comuni e Soluzioni
All’inizio la mia configurazione non funzionava su un vecchio Samsung con One UI 3: il problema era che avevo inserito l’indirizzo IP anziché l’hostname. Ricordatevi: Android vuole sempre il nome di dominio, mai l’IP numerico.
Ecco altri problemi frequenti che ho riscontrato:
- “Impossibile connettersi”: se Android mostra questo errore, controllate di aver scritto correttamente l’hostname. Anche un singolo carattere sbagliato impedisce la connessione.
- Connessione lenta dopo la configurazione: provate un altro provider DNS. A volte la latenza dipende dalla vostra posizione geografica rispetto ai server del provider.
- VPN e DNS privato in conflitto: su alcune versioni di Android, le impostazioni DNS private vengono ignorate quando è attiva una VPN. In questo caso, configurate il DNS direttamente nell’app VPN.
- Alcune app non funzionano: se usate un DNS con blocco pubblicità (AdGuard, NextDNS), alcune app potrebbero non funzionare correttamente. In NextDNS potete creare eccezioni specifiche dalla dashboard.
Il Contesto Attuale: Privacy Android nel 2026
È importante capire il contesto in cui ci troviamo. Come ho accennato nei miei articoli sulle novità Android di febbraio 2026, Google sta attraversando un periodo di transizione importante per quanto riguarda la privacy. Nell’ottobre 2025 sono state dismesse la maggior parte delle tecnologie Privacy Sandbox su Android, comprese le API Topics, Protected Audience e Attribution Reporting, per via della scarsa adozione.
Questo significa che, almeno per ora, l’ecosistema Android resta dipendente dai meccanismi tradizionali di tracciamento. La responsabilità di proteggere la propria privacy ricade quindi in larga parte sull’utente. Configurare un DNS privato con blocco tracker, revocare le autorizzazioni non necessarie e utilizzare strumenti anti-tracciamento dedicati non è più un’opzione: è una necessità.
FAQ
Il DNS privato rallenta la connessione Internet su Android?
No, nella maggior parte dei casi è vero il contrario. Provider come Cloudflare e Quad9 sono spesso più veloci dei DNS forniti dagli operatori telefonici. L’overhead della crittografia è trascurabile sui dispositivi moderni e non noterete differenze di velocità nella navigazione quotidiana.
Posso usare il DNS privato insieme a una VPN?
Dipende dalla versione di Android e dall’app VPN. Su alcune configurazioni, la VPN sovrascrive le impostazioni del DNS privato. In questo caso, configurate il DNS sicuro direttamente nelle impostazioni dell’app VPN. Per una protezione completa, l’ideale è combinare DNS cifrato con una VPN per nascondere sia le query DNS che gli indirizzi IP visitati.
Quale provider DNS è il migliore per la privacy su Android?
Per la privacy pura, Quad9 è la scelta più solida: è un’organizzazione no-profit svizzera con politica rigorosa di no-logging e protezione anti-malware integrata. Se volete anche bloccare pubblicità e tracker, NextDNS offre la massima personalizzazione con blocklist configurabili. Cloudflare è il miglior compromesso tra velocità e privacy.
Il DNS privato blocca anche la pubblicità nelle app?
Solo se scegliete un provider con funzionalità di blocco specifiche. Cloudflare e Google DNS non bloccano pubblicità. AdGuard DNS e NextDNS, invece, possono bloccare pubblicità e tracker a livello DNS, anche all’interno delle app. Il blocco non è perfetto al 100%, ma riduce significativamente le pubblicità invasive.
Il DNS privato è disponibile su tutte le versioni di Android?
La funzionalità DNS Privato nativa è disponibile da Android 9 (Pie) in poi. Se avete una versione precedente, potete ottenere un risultato simile utilizzando app dedicate come Cloudflare 1.1.1.1 + WARP o l’app DuckDuckGo, che creano una VPN locale per cifrare le query DNS.
Conclusione
Configurare il DNS privato su Android è una delle operazioni più semplici e impattanti che possiate fare per la vostra privacy mobile. In meno di cinque minuti potete impedire al vostro operatore di monitorare i siti che visitate, bloccare tracker e domini malevoli, e migliorare le prestazioni di navigazione.
Combinando il DNS privato con le impostazioni anti-tracciamento di Android — eliminazione dell’Advertising ID, Dashboard della Privacy, Protezione Avanzata — otterrete un livello di protezione che pochi utenti mobile possono vantare. E se volete fare il passo in più, strumenti come NextDNS o DuckDuckGo App Tracking Protection completano il quadro.
La privacy non è un prodotto che si compra: è un’abitudine che si costruisce, una configurazione alla volta. Se avete dubbi o volete condividere la vostra esperienza con altri provider DNS, lasciate un commento qui sotto. Vi leggo e rispondo sempre.